RomaCogitans

Un serbatoio di idee per chi ha a cuore le sorti di Roma

La Destra meglio della Sinistra?

Posted by romacogitans su 12 maggio 2007

A queste vacue contrapposizioni in genere mi piace rispondere con provocazioni tipo: “un crampo alla coscia destra fa meno male di uno alla sinistra?”

Però stavolta per un momento voglio sentirmi anche io i. (italiano?), e fare il gioco dei conati ideologici, ovvero di affermazioni e commenti fatti da coloro che riducono tutto ad una contrapposizione di ideologie nella migliore delle ipotesi vecchie di 80 anni, ergo beceramente obsolete.

Nel caso di Roma si dice che non potremmo mai sapere cosa avrebbe fatto Alemanno al posto di Veltroni (ma il personaggio lo conosciamo, dai… ). Vero, ma il suo commilitone Storace ha DISTRUTTO la Regione Lazio. S’è mangiato MILIONI DI EURO per fare i suoi sporchi giochetti politici. E’ vero che non sappiamo (!??!?!?!) come si sarebbe comportato Alemanno (anche se già il fatto che s’è schierato coi tassisti la dice lunga…) ma se questa è la Sinistra, dalla Destra mi aspetto solo che radano al suolo il Colosseo e i Fori Imperiali per metterci alcuni hotel di qualche palazzinaro romano!!!!

Il problema non è guardare a destra o a sinistra, ma alzare la testa e GUARDARE IN FACCIA I PROBLEMI.

Con questa classe dirigente, locale e nazionale, c’è solo una soluzione: EMIGRARE! E se il flusso dei migliori figli di questo Paese continua in inarrestabile uscita, al contempo è in entrata una quantità impressinante di persone tra i quali si nasconde anche il peggio che viene sputato fuori da Est Europa, Sud America e Magreb (i migliori se li tengono stretti!!!). Allora che i politici imparino a far pagare le tasse ai criminali che rimangono (soprattutto italiani) e a quelli che vengono dall’estero, se vogliono continuare a prendere 30.000 Euro al mese…

16 Risposte to “La Destra meglio della Sinistra?”

  1. Martina said

    La situazione Italiana e’ sempre piu’ tragica, hai ragione.
    Purtroppo finira’ che dovremo veramente emigrare (in molti dei miei amici lo hanno gia’ fatto e quando tornano qui anche per pochi giorni dicono che gli sembra di essere in uno di quei paesi sottosviluppati del Terzo Mondo).
    Oggi ho purtroppo incrociato la folla del Family Day e c’era un camper giallo parcheggiato a Via Sannio con su delle scritte che dicevano: il nostro mondo non e’ Terzo a nessuno, o qualcosa del genere. Peccato non avere avuto con me’ la macchina fotografica.
    Terzo??? 450esimo siamo!!!

  2. Flavio said

    Completamente d’accordo sull’inutilità di destra e sinistra.

    C’è da aggiungere che, se alcuni problemi di natura locale spesso possono essere affrontati dalle amministrazioni locali, altri problemi strutturali a livello nazionale (e mondiale) non possono comunque essere risolti in Parlamento, ma necessitano di un intervento al di fuori di quelle istituzioni politiche che si sono cristallizzate a difesa di vecchi interessi ed equilibri.

    La soluzione, ovviamente, non è emigrare. Ma liberarsi dall’illusione per cui basta votare i propri rappresentanti politici per migliorare la situazione.

  3. Sacrosante parole… ma forse cambiare culturalmente l’italiano è compito improbo…

  4. Leo said

    Flavio,
    Parole Sante, le tue.
    Tutte le persone di buona volonta’ (ma dovrei dire tutti coloro che hanno veramente a cuore l’interesse della collettivita’) dovrebbero comprendere che non e’ scegliendo a destra, a sinistra (o anche nel centro!) che si cambia qualcosa in Italia (ma la situazione e’ applicabile probabilmente alla grande maggioranza dei paesi nel mondo).
    Sono convinto che, se alle prossime elezioni votassero solo 100.000 persone sui 30 e passa milioni di aventi diritto, sarebbe sicuramente un segnale importante per dire: FATE SCHIFO TUTTI con il vostro bel “sistema” (creato ad arte).
    Tutti gli appelli per andare a votare sono genialmente costruiti sull’idea che chi partecipa avalla di conseguenza il “sistema”: di fronte ad affluenze record, i vincitori (una volta a dx, l’altra a sx) hanno mano libera per dire: guardate qui quanta gente ci ha SCELTO.
    Personalmente non partecipero’ mai piu’ in Italia ad una tale farsa e credo che un movimento APOLITICO per l’astensione dovrebbe essere creato e incoraggiato, almeno fino a quando un po’ di decenza nel sistema Italia iniziera’ ad apparire….
    (moriro’ sicuramente prima, non ne ho dubbi).

  5. Albert1 said

    Che dire, dopo decenni di DC camuffata ora da se’ stessa, ora da centrosinistra, talvolta da centrodestra siamo abituati a tutto.
    Il sistema è sempre lo stesso, credere di intravedere dei cambiamenti di tanto in tanto è solo un’allucinazione dovuta al desiderio di cambiare veramente qualcosa. Questo a livello nazionale.
    Per la nostra città invece il discorso appare leggermente diverso: Roma è di vera e completa “sinistra”, lo è sempre stata, dalla fine del Ventennio ad oggi e ancora lo è. Non potrebbe essere altrimenti: Roma è la Città dello Stato, dei ministeri, degli uffici di fantozziana memoria (nei film di Villaggio doveva essere una megaditta, ma il palazzo nelle riprese in esterna è quello della regione sulla Colombo: vorrà dire qualcosa ?). Come può Roma essere governata da qualcuno che non sia statalista, burocrate e chi più ne ha più ne metta ?
    Quando Bossi e compari gridavano “Roma Ladrona”, passato l’iniziale fastidio dovuto ad un certo orgoglio campanilista, mi rendevo conto che tutti i torti non li avevano. Quando inneggiavano più o meno velatamente alla secessione, dopo il primo “ma magari ve n’annate, ma chi ve vole”, ho cominciato ad accarezzare l’idea di farmi padano anch’io.
    Non è destra, non è sinistra, si chiama DIGNITA’.
    Il problema è che i barbari seguaci di Bossi-Odino rintronati dalla nebbia ce l’hanno, noi, figli della Lupa e dell’Impero, civili e civilizzatori non ce l’abbiamo più o perlomeno non sappiamo più a chi l’abbiamo venduta. Forse alla chiesa, che pure permea la nostra cultura ? Forse allo Stato che ci da’ la pagnotta e la casa dell’ente pubblico (salvo poi levarcela da sotto il sedere quando un deficiente pensa di dar seguito all’idea prodi-dalemiana della cartolarizzazione – strano che tutti siano convinti che quest’ulteriore minchiata sia colpa del governo Berlusconi) ?
    Ce l’ho la soluzione ? No che non ce l’ho. Sicuro non emigro, sicuro non voto a sinistra, sicuro resisto. La dignità me la ricompro così, poi ne parliamo.

  6. Leo: sottoscrivo

    Albert: d’accordo al 90%, peccato che dal mio modesto punto di vista alla fine scivoli in controsterzo tra destra-sinistra, perché seguendo il tuo ottimo ragionamento potresti tranquillamente arrivare alla conclusione di non votare al centro, né a destra…

    Ti dirò di più: se proprio si vuole cadere in un suicida confronto tra le attuali fazioni politiche, turandosi il naso (cito il SOMMO Montanelli) mi sa che è a sinistra che la merda puzza meno… però di che si parla? Di merda, no? E allora è inutile disquisirne

  7. circondati said

    Purtroppo finchè ci sarà la politica della contrapposizione non andremo da nessuna parte. Da noi non ci si confronta sui programmi (quelli presentati dai due schieramenti sono molto simili), ma si contrappone la destra alla sinistra, i rossi ai neri, i comunisti ai fascisti…. insomma è una battaglia ideologica.
    E i problemi della gente ? macchissenefrega !
    Ricordate le ultime elezioni ? alla fine della fiera è stato un voto pro o contro bellachioma. Come si diceva sopra, si è scelto tra lo sterco meno puzzolente. Ma dove pensiamo di andare ?
    La colpa, però, non è solo dei politici. Pensateci bene: i nostri politicanti sono lo specchio della nostra società.
    Guardatevi intorno. Non vedete che la maggioranza della gente se ne infischia di quello che succede.
    Vorrei citarvi un aneddoto: stavo disquisendo con un mio amico della situazione italiana cercando di farlo ragionare su una serie di situazioni a dir poco raccapriccianti per un paese civile. Ebbene sapete come ha concluso il suo discorso ? «…e poi che me ne importa: basta che ce la Roma, le donne e non muoio di fame… tanto pensi che cambia qualcosa ?»
    D’altro canto c’è gente che afferma che un fatto è accaduto solo se lo ha sentito in tv !… che scopre di essere cattolico solo perchè va’ in chiesa la domenica… che comincia a parlare di relativismo solo perchè ha sentito il papa parlare… potrei continuare fino a domani.
    EMIGRARE è una soluzione… c’ho pensato molte volte ed una volta ci sono andato molto vicino. Ce ne sarebbe un’altra: avete presente la “primavera di Praga” ?

  8. Emigrare oppure seguire esempi alla Sankara (vedi il post del 14 maggio) perché non abbiamo la coscienza e la dignità dei cechi; ma dove lo troviamo un tipo così illuminato in questa penisola? Noi siamo la terra dei Mastella, dei Provenzano, dei Tronchetti-Provera: cambiano le ridicole etichette con le quali da bravi ossequianti li definiamo (“onorevole”, “eccellenza”, “imprenditore”) ma sempre di sanguisughe si tratta. Siamo un popolo che ha nella propria classe dirigente (nel senso più ampio del termine, cioè di chi comanda) persone dedite al tayloristico sfruttamento degli altri per godere di ogni privilegio. E chi ci comanda è espressione dell’italiano medio: un farabutto che tira a campare con ogni mezzo.

    Secondo me più che fare i politici una battaglia ideologica, fanno credere agli i. (italianimbecilli) di farsi la guerra attraverso l’uso di forme stantie ed anchilosate (“i diritti degli operai”, “è colpa dei comunisti”) completamente staccate dalla realtà, ma un popolo di i., beone e pure parecchio coglione, non fa altro che abboccare. Oppure è così abituato a recitare la parte dello scrivano di bottega che oramai non riesce più a distinguere tra quello che deve dire per “coerenza politica” (e lo dico con estremo sarcasmo) o quello che le intermittenti connessioni – per le fulminate sinapsi – tra ammuffiti neuroni da homo sapiens timidamente fanno affiorare nei crani dei meno corotti.

    Ma altro che homo! Siamo humus sapiens, terriccio dove mette radici inestricabili il primo concetto che ascoltimo, e lo eleviamo ad ontologia: quell’ideologia che ara sterminati campi di inetti e semina malerba. Così mentre nelle sale dei bottoni fanno “questo a me, questo a te” noi stupidi stiamo a scannarci ed a inondare di reflui fognari bocca, cervello, onestà e decenza, adducendo che dare della baldracca ad una donna che ne ammazza un’altra è maschilismo e razzismo…

    Ma che Primavera Praghese ti aspetti da questi! Al massimo un Ferragosto “coli pesci, fra le onne, noi s’annamo a divertì”…

  9. Leo said

    http://it.wikipedia.org/wiki/Primavera_di_Praga

    per chi non fosse al corrente sulla Primavera di Praga….

  10. Albert1 said

    RomaCogitans: tranquillo, addafinì.
    Nel senso che non può continuare ancora per molto, magari noi non lo vedremo, ma chi rimarrà dopo di noi si (anche se sono ottimista e penso che qualche soddisfazione riuscirò a levarmela pure io).
    Vedi, io non voglio cadere nel panmerdismo dilagante: ammettere e professare che è tutta merda (non è un attacco a quanto scritto nel tuo commento precedente, per carità, fa parte della mia teoria generale ;)), è la prima condizione per ammettere di essere merda noi stessi e sicuramente aiuta a rimanerci dentro.
    Che la situazione sia scoraggiante è vero.
    Che quando i cosiddetti “politici” raggiungono la poltrona diventino tutti uguali (e si comportino nel peggiore dei modi), anche se fa tanto luogo comune, è vero pur se qualche punto in più lo darei al cavaliere, che perlomeno sa stare al mondo: farà il guitto, si farà i trapianti e le plastiche, potrà risultare odioso ai più, ma alla fine è come per Bill Gates… tutta invidia la nostra.
    Altrettanto vero è che ora che tutti hanno avuto la possibilità di farci vedere quanto sono incapaci possiamo dire di aver toccato il fondo. Magari c’è ancora qualche metro da scavare, ma ci siamo.
    Da qui in poi, se non vogliamo scomparire del tutto, dobbiamo capire dov’e’ che si va a finire: il vero sovrano e’ il mercato, alle sue leggi dobbiamo sottostare tutti in tutto il mondo. Se lo capisci e sai usarlo (a diversi livelli, secondo chi sei) sopravvivi, se no ti fotti, a prescindere da chi sei. La vecchia Unione Sovietica pensava di potersi sottrarre al mercato, di poterne fare a meno, poi però i dirigenti di partito volevano caviale, vodka, limousine e mignotte (anche questo è mercato), il popolo abboccone si mangiava il pane secco e si dava falce e martello in testa per sopportare. Ad un certo punto il mercato è arrivato pure lì, il popolo ha visto che c’era qualcosa in più e abbiamo visto tutti che fine hanno fatto.
    Ecco spiegata la teoria, ed ecco perchè dico che non votare a sinistra è parte della mia strategia. Non paragono nemmeno da lontano la nostra “sinistra” al Comunismo (in quanto ideale), ma dei punti di contatto ci sono. La statalizzazione, la burocratizzazione, il pensare di poter controllare il mercato con i poteri dello stato sono delle idee che nella nostra sinistra sono ben radicate, ma non si può fare. Il fatto che a Prodi anni fa sia andata di lusso con l’IRI (anche questa è una cosa che la gente tende a dimenticare) non vuol dire che sappia stare sul mercato: è qui che do’ i punti in più a Berlusconi.
    L’unico problema degli i. (mi piace i.!) è l’estrema pigrizia. Noi questo comportamento dello Stato ce lo chiamiamo proprio, vogliamo che ci dicano cosa fare perchè ci piace dormire. Questo funziona sempre, anche il mercato ci guida dicendoci con la pubblicità di cosa dobbiamo aver bisogno (ma mi serve davvero l’ultimo turbodiesel, il 52″ al plasma i quattro cellulari, il palmare, l’abbonamento a sky, l’ADSL a casa, le scarpe firmate, ecc.ecc..?) ma almeno qualcosa in cambio ce l’abbiamo. Quando lo Stato ci dice cosa fare, cosa otteniamo ? Un benamato salsiccio.
    Il peggio arriva quando i due poteri si intrecciano e lo Stato usa le sue potenti leve per agire sul mercato (non viceversa, che sarebbe pure accettabile sempre secondo il principio che almeno qualcosa la ottengo).
    Quando capiremo (e non ci manca molto) che tutti siamo sul mercato nella duplice veste di produttori e di consumatori, allora si comincera’ a vedere un po’ di luce. Quando capiremo che se vuoi una cosa te la devi guadagnare (non è ovvio come sembra) e riusciremo ad applicare il concetto anche attivamente (tipo: Signor Stato, vuoi che io ti paghi la tassa sui rifiuti ? Allora mi svuoti il cassonetto sotto casa tutti i santi giorni. Oppure vuoi continuare a dare lo stipendio a quei 4 milioni circa di dipendenti che hai ? Allora lavorano tutti sul serio per me se no comincio a licenziare e non voglio sentire i sindacati) allora la luce aumenterà.
    Non è difficile, basta fermarsi un attimo a pensare, ripartire dai diritti fondamentali, chiamare le cose con il loro nome: la donna che uccide un’altra donna e’ un’assassina, non una poveraccia disagiata con le turbe – lo zingaro che ruba e’ un ladro, non un poveraccio come me o te che “ha dei problemi” oppure che -orrore!!!!- ha una “cultura” differente e quindi automaticamente giustificabile. La “cultura” se la puo’ dare in faccia, esistono dei principi: o ti adegui o vai a morire ammazzato da un’altra parte.

    Ma questa è un’altra storia. Scusate la lunghezza del post. Sembro matto ?

  11. Albert, grazie per il tuo lungo commento.
    Il mercato è un mezzo, non un fine. Alla mano invisibie di Smith lo storico dell’economia A. Chandler (è americano) contrappose la mano VISIBILE, ovvero sottolineò il ruolo che lo Stato aveva nel MIGLIORARE ciò che il mercato caoticamente (non è vero che tende all’equilibrio, ma l’esatto contrario) generava, imbrigliando certe spinte distruttive (lo vediamo ancora con lo sfruttamento della manodopera nei Paesi del Terzo Mondo, Italia compresa) per far in modo che il maggior numero di persone potesse beneficiarne. Ricorda: ci vuole bastone e carota, regole ed incentivi, che tutti devono rispettare. Queste hanno una matrice che per forza di cose impone la SCELTA, ovvero la forma più nobile della politica.
    Non condivido il tuo giudizio su Berlusconi e la sua combriccola, per i quali non ho nessuna invidia (che tu ci creda o no), tanto meno rispetto. Se proprio vogliamo far atterrare il discorso su esempi pratici, mio modello di riferimento è la socialdemocrazia scandinava: un liberismo che sia funzionale al Paese.

  12. Leo said

    Albert,
    sicuramente matto non sei, ma se pensi che il Nano Pelato e’ una spanna sopra agli altri, dimentichi una cosa molto semplice: che anche nel mercato (libero) esistono delle regole e che solo (o quasi) in un paese come l’Italia uno come lui puo’ imporsi sul mercato stesso, fottendosene alla grande di molte regole (ma dovrei scrivere “leggi dello Stato”). Non dimenticare che la sua ascesa economica (le origini della quale sono ancora tutt’altro che chiare) e’ stata anche permessa da un altro Pelato (un po’ ciccione, pace all’anima sua) che gli faceva un giorno si’ e l’altro pure leggi ad hoc per permettere alle sue Reti Televisive di fare nell’etere ricchissimi cazzi propri…
    E non dirmi che avere il potere televisivo in Ítalia non conta un ca22o…
    Comunque sono d’accordo con te sul fatto che in Italia una certa cultura “statalista” sia stata il cavallo di battaglia di una buona fetta della sinistra e che, con particolare connivenza dei sindacati, questo abbia portato allo sfascio assoluto della pubblica amministrazione. Vi sembrano persone quelle che vegetano nei ministeri, nelle ASL e in ogni altro “luogo pubblico” dove possano facilmente imboscarsi???
    Ma anche questa e’ un’altra (lunga) storia….

  13. Albert1 said

    Ragazzi, chiariamo una cosa: non è che Berlusconi mi paghi per fargli pubblicità e non è che sia il mio idolo (a proposito, non ho idoli ;)).
    Mi sembra solo il più coerente tra quelli che si affannano a guadagnare posti di rilievo nella politica italiana, e comunque l’unico che al limite usa il mercato per gestire la politica e non viceversa: il denaro (suo) per acquisire potere per fare più denaro, e non il potere (dato invece da noi e gratis) per fare denaro (nostro)e basta. Lo so che è contorta la cosa, ma prendendo la matassa per il bandolo si svolge da sè.
    Adesso però mi sono scordato da dove era partita tutta la storia.
    Ah, ecco, contrapposizione destra-sinistra. Si, ma “che cos’è la destra, cos’è la sinistra”…🙂
    E qui mi contraddico e cado ahimè nel panmerdismo di cui sopra. Ma emigrare no, l’Italia è mia, Roma è mia, non me ne vado.

  14. Ecco: ricominciamo dall’inizio, lasciando fuori queste inutili schermaglie. C’è un aumento della criminalità? Allora che si assumano altre forze dell’ordine, facciamo ritornare l’esercito, seguiamo l’esempio del Portogallo che ha un poliziotto ad ogni angolo di strada… e basta con Berluska-Prodi, basta con l’aggirare i problemi e avvitarci su inutili congetture… per favore… BASTA!

  15. Albert1 said

    Aaaaaargh! Altre forze dell’ordine ? Ancora ? Altri statali ?🙂🙂🙂
    (il mio lato faceto prende il sopravvento).

  16. Non ALTRI statali, ma AL POSTO di INUTILI statali. Cominciamo richiamando l’esercito (che magari in Afghanistan qualcosa avrà imparato), quindi impiegando meglio risorse già disponibili.

    Comunque, per combattere la criminalità meglio mettere in giro per strada altri tutori dell’ordine piuttosto che altri decoder digitali… a meno che si pensi che i criminali – una volta in possesso di un decoder – invece di delinquere se ne stiano in casa o nella loro baracca a vedersi i canali di Mediaset…

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