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Un albero ogni bimbo nato, Roma in ritardo di 5 anni

Posted by romacogitans su 8 maggio 2007

Articolo de “Il Giornale” 15-02-2007
Un albero ogni bimbo nato, Roma in ritardo di 5 anni
di Michela Giachetta

Il Campidoglio inadempiente sulla legge che prevede l’obbligo «verde-anagrafico» per i Comuni
Immaginate come sarebbe verde la capitale se per ogni bambino che nasce venisse piantato un albero. Magari quel neonato, una volta adulto, potrebbe raccontare che, nelle strade di Roma, c’è un po’ più di verde anche grazie a lui. «Lo vedete quell’albero? – direbbe agli amici – è il mio, il Comune lo ha messo quando sono nato». Un albero per ogni bambino che nasce, appunto. Quella che sembra solo una fantasia, in realtà per i comuni italiani è un obbligo, sancito da una legge statale, la 113 del ’92, conosciuta anche come legge Rutelli. È stato proprio Francesco Rutelli, attuale vicepresidente del Consiglio, che l’anno successivo sarebbe diventato sindaco della Capitale, il promotore di quella norma, che in città non viene rispettata, se non con notevole ritardo.
Ma andiamo con ordine, partendo dal testo della normativa. L’articolo uno della legge prevede che «i comuni devono provvedere, entro 12 mesi dalla registrazione anagrafica di ogni neonato residente, a porre a dimora un albero nel territorio comunale». Quell’arbusto, la cui scelta è lasciata all’amministrazione, viene poi identificato con un numero, che è spedito all’ufficio anagrafe. È quella struttura ad occuparsi dell’accoppiamento bambino/albero, registrando sul certificato di nascita, come prescrive la legge, «entro quindici mesi dall’iscrizione anagrafica, il luogo esatto dove l’albero è stato piantato».
Ma Roma è in notevole ritardo. «Siamo indietro di almeno quattro o cinque anni – spiega Augusto Burini, direttore del “servizio alberate” del Comune – abbiamo problemi legati al reperimento delle aree». «Nella capitale nascono ogni anno circa 24mila bambini – continua Burini -. Con un tal numero è difficile essere puntuali nell’applicazione della legge, soprattutto per quanto riguarda le zone in cui mettere gli arbusti».
Eppure la legge prevede che «i comuni che non dispongano di aree idonee per la messa a dimora delle piante possono fare ricorso, nel quadro della pianificazione urbanistica, all’utilizzazione, mediante concessione, di aree appartenenti al demanio dello Stato». L’amministrazione capitolina ha fatto, però, scelte diverse, anche se ha destinato un ufficio apposito alla gestione albero/bambino, come spiega Burini, che aggiunge: «Noi cerchiamo di essere il più puntuale possibile, identificando ogni nuova pianta con un numero e poi spedendolo all’ufficio anagrafe, ma senza aree in cui impiantare gli alberi è difficile stare al passo».
A questo, bisogna aggiungere che la normativa non prevede una sanzione per chi non rispetta quanto in essa previsto. Dice solo che «è fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato». Un po’ poco, se si vuole evitare che avere un albero per ogni bambino che nasce rimanga solo una fantasia.

——————————————————-

Non c’è spazio per mettere nuovi alberi, mentre la tratta alberata della Laurentina da p. Douhet (nell’area della Stazione Metro Laurentina) sino all’incrocio con viale Oceano Atlantico verrà spazzata via e ASFALTATA. C’è qualcosa che non torna…

Mi viene da ridere nel leggere l’articolo de “Il Giornale”: per costruire Parco Leonardo, Tor Pagnotta Due e perpetrare altre mostruose opere lo spazio lo si trova, mentre per piantare due alberelli, ad esempio nel Parco della Caffarella o in quello degli Acquedotti (zona sud Est di Roma), o lungo una strada a forte scorrimento (Togliatti, Colombo, ecc) lo spazio non si trova…

D’altronde, “senza aree in cui impiantare gli alberi è difficile stare al passo”, dice il buon Burini… Gli alberi no, però la segatura mi pare che in testa ce l’hanno in molti…

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3 Risposte to “Un albero ogni bimbo nato, Roma in ritardo di 5 anni”

  1. zauker said

    cavoli… erano anni che non sentivo più citare quella legge… esiste ancora? è attiva? io non sentendola citare ne tira più fuori da nessuno… e in più non vedendo nessun albero piantato pensavo che la cosa fosse chiusa e che la legge fosse come dire stata rimossa o che ne so fosse una legge a tempo oramai scaduta…
    cavolo allora vado a rompere le scatole al mio comune 🙂

  2. In campagna elettorale fanno leggi, opere pubbliche, danno sovvenzioni ed aiuti di ogni genere, ma poi passa tutto nel dimenticatoio, perché una volta eletti i “nostri dipendenti” (come li chiama Grillo) cominciano con la SPARTIZIONE: “una cosa a te, una a me”, fanno tra loro… mentre a noi lanciano pane rancido su cui ci azzuffiamo: i DiCo, la Famiglia, gli operai, i valori…

    E noi – da proni imbecilli – facciamo il loro gioco, correndo entusiasti subito a scannarci, e facciamo come marionette mosse da altri i comunisti, i fascisti ed i cattolici… SVEGLIAAAAAAA!!!!

  3. Sull’argomento “alberi” periodicamente il Comune ci ritorna su ..

    Ma quanto costa la foresta di Veltroni
    Ciao. 😀
    Laura

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