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Un libro interessante: “IL FATTORE I” di Piero Paolicchi

Posted by romacogitans su 15 aprile 2007

L’imbecillità non è una malattia somatica, è una malattia indotta socialmente. Non è una malattia infantile né un disturbo della vecchiaia, è tipica dell’età cosiddetta adulta. La sua diffusione dipende soprattutto dalla possibilità di produrla industrialmente, mentre l’intelligenza, la creatività, o il genio sono sempre prodotto di un faticoso lavoro artigianale. Non è distribuita in modo statisticamente casuale, ma si diffonde maggiormente in quei sistemi sociali o in quelle loro aree dove sono minori il controllo e il confronto delle effettive capacità, e dove gli imbecilli sono intenzionalmente coltivati e concimati come massa di manovra a favore di pochi furbi. Quando supera un certo limite, come accade per le polveri fini nel traffico, nessuno è indenne dal traspirarne almeno piccole dosi”.

Attraverso questo mix di umorismo, riflessione seria, buon senso, spirito critico popolare e paradosso Piero Paolicchi, professore ordinario di Psicologia sociale presso l’Università di Pisa e direttore del Centro di Ateneo per la Formazione e la Ricerca Educativa, analizza le manifestazioni e le cause dell’imbecillità nel libro Il fattore I. Per una teoria generale dell’imbecillità (Felici Editore, pp. 111, € 12,00).

da: http://www.rdf.it/Web/rdf/grilloprogrammi.asp?idtipo=25

3 Risposte to “Un libro interessante: “IL FATTORE I” di Piero Paolicchi”

  1. Michele said

    Un divertente saggio che riprende ed espande la definizione di Cipolla: “L’Imbecillità è la mancanza della capacità di porsi domande e avere dubbi sui propri programmi di azione, di porli a confronto con quella degli altri e sottoporre anche questi ultimi a un vaglio critico, e quindi di non persistere con tetra pertinacia a prendere per buone idee sballate, proprie o altrui.” (p. 44). L’A. concorda con Cipolla che gli stupidi, anzi ritiene più appropriato il termine imbecilli, provochino essenzialmente danni al prossimo ma si distanzia dalla metodologia di misurazione del fenomeno. Il libro, scritto con umorismo e ironia, colma una lacuna presente nel saggio di Cipolla ovvero la scarsità di spiegazioni del fenomeno. L’A. alla fine del saggio elenca le sue 10 Leggi generali dell’Imbecillità spiegate con prospettive filosofico-antropologica, storico-sociologica, linguistico-concettuale e psicologica. Esilaranti sono i capitoli 6 e 7 dove l’I. è descritta nel suo dispiegarsi nell’ambiente dove uno non si aspetterebbe di trovarla:l’università (italiana in particolare). Buon divertimento vedi voce su wukipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Stupidit%C3%A0

  2. Leggete anche qui

    http://canali.libero.it/affaritaliani/imbecilli2304.html

    Leggendo l’intervista prima e il libro poi viene da domandarsi se quell'”i” significhi anche altro rispetto a “imbecille”…

  3. Guglielmo said

    Cito dal romanzo “Un cielo così sporco”, di Franco Mimmi, questo delizioso paradosso: “”la stupidità, che è la forma più diffusa di intelligenza,…”

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