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Inculata Mondo

Posted by romacogitans su 23 marzo 2007

Immanuel Wallerstein, storico dell’economia tedesco (ma con passaporto statunitense), alcuni decenni fa cominciò a parlare di sistema mondo, ben prima che esplodesse la mania della globalizzazione, e delle sue gemmazioni no-global e glocal.

Il capitalismo selvaggio, l’americanizzazione che mira allo spreco come assioma sta fagocitando il pianeta, ma per ottenere i loro successi economici hanno bisogno del nostro aiuto: per fare miliardi di dollari devono spremere gli imbecilli, cioè noi. Ed ecco che il “sistema” si trasforma in “inculata”, mondiale ovviamente.

In Italia ci si vantava di essere un popolo di furbi, ma le sôle che le multinazionali ci danno fanno passare un napoletano per un ottuso e banale principiante.

Tre casi personali, tre nomi di famosissime multinazionali: Vodafone, Epson, HP (Hewlett Packard):

Vodafone

Iniziamo dal britannico operatore di telefonia mobile. Dal 30 dicembre mi mandano SMS per ricordarmi che la mia SIM scade il 28 feb 2007, e che quindi la devo ricaricare. Caspita che fregatura, ho pensato, proprio adesso devo andare a buttare i soldi, proprio adesso che il 04 marzo entra in vigore il decreto Bersani e abolisce gli iniqui sovraccosti delle ricariche! Vado a controllare, e viene fuori che invece secondo la documentazione Vodafone in mio possesso la mia SIM ha durata di 11 mesi per effettuare chiamate, mentre la validità è sino a 12 mesi per la ricezione. Avendo effettuato l’ultima ricarica il 31 marzo 2006 la mia SIM sarà valida sino al 31 marzo 2007, anche se lo parzialmente funzionante nell’ultimo mese.

Vado sul sito Vodafone, ma non trovo altro che troiate da vendere al “popolo dei reality” (suonerie, “offerte”), ma niente che possa far pensare che chi ha una SIM Vodafone possa essere altro che un acquirente da strizzare, ovvero che sia un cliente da tutelare per evitare che emigri verso altro operatore, verso la “concorrenza”. Ah, che bello se anche in Italia introducessero la concorrenza e smatellassero i “cartelli”!

Sul sito Vodafone c’è una fasulla possibilità di comunicare per iscritto, ma attraverso il corpo della pagina internet e non una email vera e propria, quindi nulla che possa lasciare alcuna traccia, neanche informatica, del tentativo di comunicazione (o reclamo). A dire il vero penso sia più una sorta di motore di ricerca, che analizza quello che si scrive prima di rimandare il povero acquirente ad un’inutile schermata. Del messaggio scritto, nessuna traccia! Chiamo il centro Clienti al numero 190, e qui una cofusionaria ragazza (napoletana, quasi in gioco di cosmica circolarità: i grandi frodatori anglosassoni, impeccabili alunni, che si avvalgono della creativa manodopera dei loro in pectore padri della truffa partenopei… sublime!) me la “butta in vacca”, fornendomi informazioni “duali”, cioè che significavano tutto ed il loro contrario. Disperato, ringrazio e attacco il telefono, quasi contento per non sentirmi blaterare all’orecchio qualche papocchio, ma sfiduciato perché l’informazione chiara non l’ho assolutamente ottenuta. Forse mi conviene scrivere una raccomandata alla Vodafone, intimando loro di rispettare il contratto (anche per una prepagata è un contratto) stilato 4 anni orsono, alla faccia delle moderne tecnologie e di quello che l’agente del centro clienti, che m’ha detto che “in 4 anni sono cambiate tante cose”. A soreta!

Epson

In casa mia abbiamo buttato due stampanti della nota casa. Alla terza c’è venuto il “rodimento di culo”, una delle poche sane cose tutte romane, perché legato a quel moto di dignità offesa che attiva il cervello. Era strano, perché ogni volta il loro funzionamento si bloccava repentinamente. No, non mi riferisco al truffaldino chip posto sulle ricariche che segnala di buttare le cartucce dell’inchiostro anche quando in realtà la cartuccia non è vuota, ma proprio alla macchina che si inceppava. Sguazzando tra i forum su Internet è venuto fuori che la Epson nelle stampanti inserisce un altro chip che manda a puttane le macchine dopo un certo numero di battute. Basta scaricare sul PC un software pirata che azzera il criminale chip della Epson e voilà! La mia stampante ora rifunziona a perfezione. Epson, stavolta t’ho inculata io!😉

HP (Hewlett-Packard)

Per HP c’è solo un dubbio, nessuna prova, ma la cosa è strana. A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si prende. Poi con gli elencati precedenti, come non essere sul “chi va là?” Il mio scanner ha smesso di funzionare esattamente a 4 anni dall’acquisto. Esattamente significa: comprato il 25 gennaio 2003, si è bloccato il 25 gennaio 2007. La meccanica funziona, ma un tecnico direbbe che è il sensore che non va. Uno scanner usato pochissimo che improvvisamente decide di chiudere l’occhio con cui cattura le immagini. Anche stavolta ho cercato sui Forum, ma purtroppo non ne ho cavato nulla. Comincio allora a cercare sul sito dell’HP e dopo essermi divincolato tra “offerte”, “acquista”, “vendita on-line” riseco a trovare il telefono del centro clienti. Chiamo, ed una voce registrata mi rimanda sul sito internet, stavolta però con un indirizzo attendibile. Attraverso internet contatto il centro clienti via mail, e dopo alcuni botta e risposta mi dicono che in tuta Italia non esiste alcun centro riparazione per scanner, ma se voglio, possono farmi una “vantaggiosissima offerta” per sostituire il vecchio scanner. Ho risposto che preferisco passare alla Canon. Cornuto sì, mazziato, preferisco di no…

Se quegli imbecilli di no-global italiani capissero che è questo il nemico da combattere invece di ammazzarsi di canne e indossare magliette con Che Guevara, forse già si potrebbe fare un passettino avanti verso un mondo migliore.

2 Risposte to “Inculata Mondo”

  1. VALERIO BERNARDINI said

    CIAO VOGLIAMO PARLARE DI WIND…. DOPO L’ABOLIZIONE DEI COSTI DI RICARICA, LA COMPAGNIA MI MANDA UN MESSAGGIO: DA OGGI IL SUO CREDITO WIND 10, PASSA A WIND 12…. CAPITO.
    DOPO IL PROVVEDIMENTO, LA WODAFONE HA PORTATO LO SCATTO ALLA RISPOSTA DA 15 CENT A 19 CENT.
    LA TIM PER IL MOMENTO PARE NON AVER MODIFICATO I VECCHI CONTRATTI, SALVO AUMENTARE I NUOVI.
    RAGAZZI LA PROSSIMA BATTAGLIA DA FARE E’ PER L’ABOLIZIONE DELLO SCATTO ALLA RISPOSTA, QUESTA E’ LA VERA TRUFFA, PIU’ DEI COSTI DI RICARICA.
    VI PORGO UNA DOMANDA.
    QUANTE VOLTE APPENA COMINCIATA UNA CONVERSAZIONE VI CADE LA LINE, COSI’ DA DOVER RICHIAMARE?
    E’ POSSIBILE CHE LO SCATTO COSTI PIU’ DI UNA CHIAMATA?
    LE SOCIETA’ CON DEI SISTEMI INFORMATICI INTERNI FANNO CADERE LA LINEA, MOLTIPLICHIAMO PER QUANTE CHIAMATE VENGONO EFFETTUATE= MIGLIARDI CHE CI RUBANO.
    DOBBIAMO PROGRAMMARE UNO SCIOPERE DEL TELEFONINO.
    GRAZIE

  2. Leo said

    Il problema, come Romacogitans sa bene, e’ che siamo tutti “utenti”, non cittadini che hanno diritto (pagando) a servizi. La “piccola cosa” che posso dire e’ di invitare tutti ad usarlo meno possibile il cellulare, a vantaggio dell’uso di email e tele-comunicazioni con skype.
    Non dimenticate inoltre che un giorno (magari nell’anno del poi… ma non si sa mai) verranno fuori dei veri studi su quanto fa male usare il cellulare!!! (e se, dopo 1 ora di funzionamento, un uovo si cuoce tranquillamente tra 2 cellulari, credo che ci sia poco da scherzare).
    Saluti a tutti quelli che non hannno ancora perso la speranza di ragionare con la propria testa e che cercano di lottare contro queste multinazionali del ca22o!!!

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