RomaCogitans

Un serbatoio di idee per chi ha a cuore le sorti di Roma

Laureato in PlayStation (grazie ai crediti)!

Posted by romacogitans su 23 gennaio 2007

Solo recentemente mi sono accorto dell’abolizione dell’università in Italia, della distribuzione delle lauree attraverso sistemi simili a quelli della raccolta di bollini presso distributori di benzina e supermercati (o per i più attempati, sul modello Miralanza), e di conseguenza solo ora capisco come mai ci sono tanti analfabeti ed ottusi che si fregiano del titolo di dottore. Ne parlò Report, ma mi era sfuggito.

Facciamo però un passo indietro: chi ha avuto la fortuna di studiare all’estero oltre che in Italia si è reso conto di quanto ridicola fosse l’università italiana già negli anni ’90, prima di disastrose riforme che l’anno definitivamente annientata. Per sintetizzare la differenza che c’era già allora è fondamentale concentrarsi sul fatto che qui non si studia, si apprende, abituando il cervello alla passività. La differenza non è lessicale, ma concettuale, ed è profonda… qui si dice che studiamo pure alle elementari, mentre in inglese e tedesco (ad esempio) la differenziazione nel significato tra learn e study o lernen e studieren è netta e chiara, e non ammette alcuna possibilità di confondere due attività così diverse: learn sui libri e study in laboratorio, con una ricerca empirica, insomma, attraverso un processo che mira alla CREAZIONE di un prodotto scientifico originale. Invece noi pure all’università – salvo alcune sporadiche eccezione e talvolta per la Tesi finale – continuiamo a comportarci come se stessimo ancora alle elementari. E il livello è quello…

Ma noi italiani, si sa, siamo creativi, ed allora cosa si poteva fare per rispondere all’appello della UE che ci criticava per l’esiguo numero di laureati? Per combattere l’abbandono universitario abbiamo migliorato il sistema scolastico, creato canali preferenziali di accesso alle varie facoltà in base alla scuola superiore di provenienza, offerto serie agevolazioni ai meritevoli, decuplicato le strutture di supporto quali studentati, sale informatiche e laboratori, introdotto sistemi di guida e supporto che permettessero agli studenti di scegliere meglio le Facoltà in base alle loro naturali inclinazioni? Ma NOOOOO! Nulla di tutto questo! Abbiamo cominciato a REGALARE le lauree, non solo come Honoris Causa a cani e porci, ma anche la laurea “normale” a chiunque avesse una professione (o presunta tale, tanto è il pezzo di carta che conta, il contratto di lavoro anche da parassita ministeriale, non quello che si sa fare!), attraverso i crediti, confondendo anche cosa sia lo studio e cosa sia una formazione professionale. Chissà, magari pure ai fornai in Biologia (sa, la lievitazione del pane ha un suo perché) e ai giornalai in Sociologia.

Viene da pensare che il tassello mancante in questo criminale quadro sia che il voto di scambio stava esaurendo le sue potenzialità: malgrado si moltiplichino esponenzialmente ad ogni tornata elettorale, tutti i posti nella pubblica amministrazione erano stati distribuiti, le decine di società parastatali create ad hoc per fare il lavoro che i ministeriali per manifesta incapacità non facevano erano esse stesse sature, ed allora che rimaneva? Come poter compensare quelli che già avevamo imbucati in una precedente legislatura ma che si erano confermati affidabili nel loro ultimo voto? Mica si possono promuovere tutti! Però… Ma Certo! Perché no? Si possono ringraziare gli elettori più fedeli col titolo di dottore ed i loro figli attraverso l’abolizione degli esami di riparazione, che fanno spendere i soldi per le ripetizioni e non permettono ai pargoli di investire tali denari per andare ad impasticcarsi in discoteca o fare le vacanze a Ibiza! Si sa che poi quelli di sinistra sono più colti, no Professor Belinguer? Ed allora “aiutiamo” le statistiche ad aver ragione!

Ebbene, grazie al ministro Berlinguer (pace all’anima sua, visto che almeno politicamente è stato eliminato) dal 1999 la Playstation Generation ha avuto ciò che sognava:
1) abolizione degli esami di riparazione nelle scuole superiori e con esso il pericolo d’essere rimandato a scuola, con l’annientamento dell’ultimo appiglio di principio meritocratico;
2) introduzione di test ed esami con tecniche nemmeno degne della settimana enigmistica;
3) ottenimento della laurea grazia all’accumulo di crediti racimolati qua e là (sì, i crediti, come in un videogioco, ma dove non c’è game over e si passa sempre al “quadro” successivo) e vivere di rendita sino al conseguimento della laurea, che notoriamente deve esclusivamente rappresentare un pezzo di carta che abbia il taumaturgico dono dell’equipollenza per poter partecipare al maggior numero di concorsi pubblici possibili, degno scopo di tante dure fatiche!

Una Risposta to “Laureato in PlayStation (grazie ai crediti)!”

  1. […] che hanno uno straccio di pezzo di carta triennale – che “guadagnato” come descritto sul precedente articolo presumo che, per coerenza, sia stampato dalla Scottex – possono fregiarsi del titolo di dottore […]

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