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    Questo Blog non è un prodotto editoriale, ma un diario che permette di sfogare le frustrazioni di abitante di una città da terzo mondo e cittadino governato da malfattori e farabutti come voi. Questo Diario-Blog non ha niente di paragonabile a prodotti “di informazione, di formazione, di divulgazione, di intrattenimento”, ma è piuttosto una forma moderna per non finire attaccati ad una bottiglia di Whisky per dimenticare lo squallore romano e italiano in cui ci state gettando... Insomma, bamboccioni miei incollati sulle Poltrone, esprimere e scrivere le mie idee per me rappresenta una forma terapeutica che regolarizza il mio battito cardiaco e tiene sotto controllo la pressione, oltre alle palle che rallentano il loro vorticare… Chi mi vuole staccare la spina dovrà vedersela con la CEI e il Papa! ;)
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Rom(a)

Posted by romacogitans su 22 gennaio 2007

Il futuro dell’Italia è fatto da tantissimi immigrati, ed è ottuso contrapporsi a questo processo che oramai è normale in tutta Europa, populistico levare gli scudi in nome della difesa di nostri valori ed ideali, della nostra RELIGIONE: ma quali cazzo di ideali hanno gli italiani, a parte cambiare il cellulare tutti gli anni? E poi siamo un Paese LAICO, che non significa ateo, ma che si poggia sulla Costituzione e non Bibbia o Corano, significa svincolato dalle ingerenze di qualsiasi religione, anche quella più praticata, che probabilmente ora è l’islam.

EUROPE_2015.JPG

Bisogna lottare per un’Italia migliore! I nuovi italiani saranno in parte autoctoni – di entrambi i genitori italiani, ma questo non significa cattolici! – ma in parte alloctoni (che non sta per islamici, ma d’origine straniera), quindi, egoisticamente parlando, è necessario creare le migliori condizioni di accoglienza a chi può offrirci la sua manovalanza, a chi può contribuire alla crescita di questo Paese: gli altri FUORI!!! NON È IL COLORE DI PELLE, LA CULTURA O LA RELIGIONE CHE CONTA MA IL RISPETTO DELLA LEGALITÀ. Sottolineo egoisticamente, altrimenti i nostri figli e nipoti, i pochi italiani autoctoni che ci saranno tra 50 anni, ci porteranno a casa come fidanzato/a il figlio di una meretrice, o la figlia di uno spacciatore di droga.

La cultura dell’accoglienza significa soprattutto rispetto reciproco, e quindi bisogna dire finalmente basta ai contributi a fondo perduto che settimanalmente gli zingari intascano come gabella per non commettere furti! Con quei soldi paghiamoci i carabinieri, e se gli zingari sbagliano vadano in galera! Quando uno zingaro romeno commette un reato in Italia, che sconti la pena in un carcere rumeno e non pesi sulle nostre tasche! Altrimenti Roma perderà la “a” e diventerà Rom, zingara. Già sono 15.000, e di rom nella sola Capitale ora ne stanno arrivando 500 al giorno, gente che, senza giri di parole, ha “difficoltà” a vivere nella legalità…

A queste condizioni non c’è, non può esserci integrazione! I nostri ospiti, se vogliono mangiare al nostro tavolo, che usino le posate e tolgano i piedi dal tavolo! Combattiamo con tutte le forze quell’abominevole concetto che è la tolleranza, cugino alla lontana dell’altro abominio chiamato perdono (padre di indulto, grazia, e generatore di crimini ed illegalità). “La cosa più atroce delle cose cattive commesse dalle persone cattive è il silenzio della gente per bene” diceva Mahatma Gandhi. Né tolleranza, né connivenza, né perdono: ci vuole RISPETTO. Propongo una strategia, un deterrente poco gandhiano: o facciamo ritornare le truppe da Libano e Afghanistan, o sono cazzi amari a mantenere l’ordine pubblico, e la minima parvenza di Paese civile… prima che sprofondi nella guerra civile… Guerra che, a queste condizioni, può risultare l’unica ultima ma necessaria soluzione. Ma una guerra gandhiana, di disobbedienza: senza pagare più né tasse, né bollette… anche se capisco che per i lavoratori dipendenti rimane difficile equiparare lo stato permenente di disobbedienza civile che i liberi professionisti (medici specialisti, notai, dentisti, ecc…) attuano da sempre. Anche voi politicanti, attenzione: la vacca da mungere sta schiattando, e di questo passo – lo so, non so come dirvelo, ma la verità è atroce! – non potrete più comprare il SUV Porsche Cayenne al nipotino come regalo dei 18 anni…

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