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Come sarebbe l’economia se si valutassero tutte le forme di capitale, compreso quello umano e quello naturale?

Posted by romacogitans su 18 gennaio 2007

di Paul Hawken, Amory B. Lovins, L. Hunter Lovins

[…] Il capitalismo – così come è stato praticato – è un’aberrazione dello sviluppo umano, finanziariamente vantaggiosa ma non sostenibile. Il cosiddetto “capitalismo industriale” non si conforma pienamente ai suoi stessi principi contabili. Esso liquida i propri capitali e chiama queste entrate redditi. Trascura di assegnare un valore economico ai maggiori cespiti di capitale che utilizza, e cioè le risorse naturali e i sistemi viventi, nonché i sistemi sociali e culturali che costituiscono la base del capitale umano. […]

[…] Il modello industriale standard delinea la creazione di valore come una sequenza lineare di estrazione, produzione e distribuzione: si introduce il concetto di materie prime (entra la natura, da sinistra, sul palcoscenico). Il lavoro usa le tecnologie per trasformare le risorse in prodotti, che vengono venduti per creare profitti. I rifiuti dei processi industriali, e poi i prodotti stessi diventati rifiuti, vengono sistemati da qualche altra parte (escono i rifiuti, a destra del palcoscenico). Dove vanno a finire non è materia interessante per l’economia classica: ci vuole il denaro sufficiente a comperare le materie prime e ci vogliono sufficienti “altre parti” dove sistemare i rifiuti: questa è l’impostazione della teoria. […]

[…] All’inizio della rivoluzione industriale, la forza lavoro era relativamente scarsa (circa un decimo dell’attuale), mentre gli stock globali di capitale naturale erano abbondanti e largamente non ancora sfruttati. Oggi la situazione si è capovolta: dopo due secoli di crescita della produttività, di smembramento delle risorse ai puri costi della loro estrazione, di sfruttamento dei sistemi viventi come se fossero un bene infinito e continuamente rinnovato, sono le persone ad essere diventate una risorsa abbondante, mentre la natura è diventata scarsa in modo preoccupante.[…]

[…] Come diceva Einstein, i problemi non possono essere risolti dallo stesso atteggiamento mentale che li ha creati […]

[…] Cosa succederebbe se l’economia fosse organizzata sulla base delle realtà biologiche della natura, anziché sulle astrazioni prive di vita dell’economia neoclassica? […]

Tratto da: Capitalismo naturale (La prossima rivoluzione industriale)
di Paul Hawken, Amory B. Lovins, L. Hunter Lovins
Capitolo 1

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