RomaCogitans

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Bastone e Carota

Posted by romacogitans su 16 gennaio 2007

La cosa forse peggiore di chiunque arriva in Italia è che pensa di trovare uno Stato che in fondo sia come quello che lascia ma che di più offra illimitate possibilità economiche: personalmente non dimenticherò mai quella albanese, arrivata con i primi sbarchi degli anni 90, che appena approdata in Italia disse: “ora VOGLIO una casa, soldi e la macchina”… chissà se pensava di stare in un Paese comunista come il suo, ma tanto ricco che non sapesse come distribuire i soldi alla gente nullafacente… o forse era diretta in Bahrein dove le avevano assicurato un sultanato… o se forse ha frainteso la battuta di chi tenta fortuna all’estero: arrivata in Italia, pensava di aver già vinto alla lotteria…

Spesso per giustificare l’immigrazione si cita l’italico passato di milioni di nostri concittadini costretti ad emigrare in Paesi stranieri, dimenticando un fatto fondamentale: i nostri connazionali venivano esortati ad immigrare in Belgio, Germania ecc. direttamente dai locali governi, che direttamente offrivano lavori e contratti perché la manodopera straniera era essenziale allo sviluppo ed alla crescita di quegli Stati ospiti.

Forse non molti sanno che malgrado questi presupposti pianificati, amichevoli e formali, gli italiani non ebbero mai un trattamento coi guanti bianchi, ma venivano rinchiusi in dei ghetti creati apposta per loro, e dove solo loro potevano entrare, quindi né donne, né persone del luogo: delle casupole (baracche in muratura) ai bordi delle città e vicino a fabbriche e miniere, dove vigevano organizzazione e regole militari, con tanto di sicurezza (la polizia tedesca) al cancello d’entrata, sbarra anti intrusione ed orari di accesso ed uscita da caserma (rientro massimo alle 22:30). Vita dura per i nostri emigrati, altroché integrazione!

Pare chiaro che non sembra il caso di riservare un simile trattamento ai nostri nuovi ospiti, ma valido è ancora il principio che debbano contribuire alla ricchezza di tutta la società. Come? Con “bastone e carota”: probabilmente alcune presupposti culturali per noi fondamentali a loro sfuggono, ed allora che antropologi, assistenti sociali e mediatori culturali interagiscano con i legislatori affinché tutta una serie di comportamenti che noi diamo per scontati vengano formalizzati, che nostre attitudini sospinte dalla cultura e dalle leggi non scritte del “quieto convivere” diventino norme, affinché anche i nostri ospiti possano chiaramente apprendere che da noi buttare una bottiglia di birra da un treno in corsa non è carino, che non sta bene trasformare in un troiaio da festa di paese lo spiazzo davanti S. Maria degli angeli, in piazza della Repubblica, lasciando in terra un porcile di bottiglie rotte, e nemmeno cagare in pieno giorno davanti a tutti in via Nazionale, o che scannare una capra nella barbara maniera musulmana non va fatto, e ‘sti cazzi della religione! Punto. Questa è la carota, che deve essere somministrata attraverso opuscoli informativi in diverse lingue e corsi di educazione civica e di lingua italiana. Il bastone: decuplicare le forze di polizia, e rendere la giustizia una cosa seria, con l’espulsione di chiunque non italiano che venga sorpreso a commettere qualsiasi atto criminale… ed espulsione non significa foglio di via, ma accompagnare alla frontiera col cellulare o in treni-carceri. Oppure che vadano in Vaticano, visto che il Re Maledetto XVI sembra invocarne l’arrivo… E se sfogliate questo Blog vedrete che il Vaticano ne ha parecchi di posti letto , che però affitta per fare soldi, e non per fare del bene ai bisognosi…

8 Risposte to “Bastone e Carota”

  1. Anonimo said

    “Spesso per giustificare l’immigrazione si cita l’italico passato di milioni di nostri concittadini costretti ad emigrare in Paesi stranieri, dimenticando un fatto fondamentale: i nostri connazionali venivano esortati ad immigrare in Belgio, Germania ecc. direttamente dai locali governi, che direttamente offrivano lavori e contratti perché la manodopera straniera era essenziale allo sviluppo ed alla crescita di quegli Stati ospiti.”

    Eh, già…allora li si “invitava” (anche perhcè qui c’era poco e niente quindi o accettavi o saltavi dalla finestra)…oggi si sono prima affamati i paesi stranieri per creare la “potenzuccia” economica itliana e poi si rifiuta l’ospitalità perchè già abbiamo sfruttato la mano d’opera straniera lasciandola all’estero nel paese dove si trova. Tutto pulito, ordinato senza colpe, nessun colpevole…”è stato lui”!

  2. Anonimo said

    ps: io espellerei anche gli italiani che commettono crimini così svuotiamo un pò ste carceri…

  3. Suprema sintesi di bieca italianità, nel precedente commento si evidenzia come qualcuno si ostini (perché è un «errore» voluto, non può essere altrimenti) a confondere i profitti capitalistici di aziende private con le casse di uno stato italiano, che è fatto anche da poveri cristi che subiscono queste situazioni.

    Un po’ di qualunquismo in meno e un po’ di letture in più non farebbero male. Ascoltiamo meno i plasmatori ideologici, evitiamo di buttarla «in caciara» come al solito… e magari miglioriamo pure le basi dell’italiano, visto che «po’» si scrive con l’apostrofo, e non con l’accento…

    Buon lavoro e auguri!

  4. […] colpa degli italiani imperialisti, di questa potenziuccia capitalista (leggere il commento di anonimo) che ha conquistato Africa, Sud America e quasi tutta l’Asia, se questa gente viene qui, […]

  5. lio said

    bravo …continua a campare degli errori di battitura degli altri o degli “errori” per una tastiera che funziona male, continua a campare della merda che getti sugli altri, continua a campare e a sparare le tue stronzate fraintendendo quello che gli altri ti dicono, continuando col tuo progressismo da periferia, con le tue lapidazioni sommarie, con i tuoi “io non penso che i rumeni siano delle merde, solo il 99% di loro”…becero populista bacia pile dei miei stivali…

  6. Bravo tu, che sei tornato sul luogo del delitto: ti aspettavo🙂

    Ho toccato il tuo orgoglio… poverino… fai bene a prendertela con la tastiera… che coraggio… il tipico coraggio italiano di saper prendersi responsabilità, di avvedersi dei propri errori, magari per migliorarsi… ma perché migliorarsi! Non siamo il popolo eletto! Non va tutto perfettamente qui!

    Non conoscevo l’espressione “becero populista bacia pile dei miei stivali”, ma ne deduco disprezzo… detto da certa gente, può essere il miglior complimento.

    Attendo ancora una frase “pro-attiva” da parte tua, una proposta che sia una, una fottuta idea. NIENTE… Ti limiti ad offendere. Aspetto speranzoso, ma so che sarà inutile.

    Passa un buon fine settimana… vattene al mare a mangiare pizza e mortadella, va’, e a fare gara di rutti…

  7. lio said

    le tue “proposte” sono tali solamente in una casa di cura per malati mentali, o per chi se ne sta in spiaggia con la cofana di maccheroni…

  8. lio said

    ps:sapevo che mi aspettavi, te l’ho detto che campi solo della merda che getti sulla gente…senza di me come camperesti?!?!?

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