RomaCogitans

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Il 2006 si chiude con la morte, ma…

Posted by romacogitans su 26 dicembre 2006

Coerentemente con il generale andazzo da Paese incivile, il 2006 romano si chiude con le bare di qualche malcapitato massacrato di botte da un tassinaro ed un altro ad un semaforo da due tossicodipendenti mantenuti coi contributi statali (distavano pochi metri da una roulotte che distribuisce il metadone) e quella di un pover’uomo, Piergiorgio Welby, romano figlio di un ex calciatore scozzese della Roma, che dopo 40 anni di convivenza con la distrofia muscolare ed una dura battaglia per la legalizzazione di procedure ispirate alla “pîetas” e alla logica, per donare decenza, dignità e serenità ai malati terminali (battaglia purtroppo persa in partenza in questo contesto socio-cultuale) è finalmente riuscito a liberarsi di quel sarcofago di sofferenza che era il suo corpo.

Un anno che termina in modo consono per Roma, nel segno della morte, della violenza, della cattiveria più bieca e gratuita. Morti che sebbene di diversa matrice, fanno riflettere sul valore che vita, morte e sofferenza, ma anche legalità e rispetto hanno nella locale cultura: da una parte la criminalità fisica di un noleggiatore che viene colpito e lasciato morente a terra da un tassista, oppure un 62enne massacrato di botte da due balordi per essersi opposto al loro tentativo di estorsione in pieno giorno, mentre era bloccato nel traffico cittadino. Dall’altra la criminalità morale contro un cristiano (nel senso religioso del termine) che viene ripudiato dalla Chiesa cattolica sino alla privazione dei funerali religiosi – che ricordiamo vengono concessi persino ai mafiosi che si sono coperti dei più efferati delitti – perché reo di aver detto basta ad una insopportabile sofferenza.

vignetta_lemonde_600.jpgCerte tragedie colpiscono nel profondo, ma talvolta aiutano, perché fanno emergere alcune realtà, fanno riflettere. Possono infatti far venire a galla verità che lasciano basito, come ad esempio quanto s’è scoperto dopo il pestaggio a morte del noleggiatore (terzo caso in poche settimane), che quasi 100 tra i tassisti romani sono stati condannati per reati gravi – quisquilie: furto, stupro, rapina a mano armata, ecc.. – e quindi hanno ottenuto (o conservato) la licenza di tassisti illegalmente, costituendo un potenziale pericolo per gli utenti e per gli altri guidatori. La memoria ci ricorda che Roma è città dove per una lite per un parcheggio può capitare di essere colpiti a morte – a pugnalate, a colpi di pistola o a pugni, poco cambia – però non penso che sia lecito per l’Amministrazione Capitolina appellarsi a questo “fatalismo” per giustificare la decisione di metterci in mano a criminali! Un tassista, ad esempio, alcuni mesi fa ha estorto a mio padre un CID per un graffio sull’auto, “azione strategica” (intendo truffaldina) compensata dalla mia assicurazione con oltre €800, che è stata OVVIAMENTE raggirata!

Sulla Chiesa Cattolica c’è poco da dire, è come sparare sull’ambulanza, ma quello che sorprende è che con tutte gli anti-cristiani ed immorali formalismi a cui si attacca e che rivendica, imponendoli, sia ancora ascoltata dal popolo illuso e cialtrone (che pensa sia la chiesa di Cristo, mentre è a Cristo stesso che si contrappone) e che, in combutta coi politici, pontifichi (è il caso di dirlo) la sua verità che impone prostrazione morale, fatalismo ed il rifiuto di ogni sviluppo civile. Sarebbe opportuno che ci liberassimo definitivamente di questo fastidioso e farneticante vicino: mandiamolo via da casa nostra, sfrattiamolo dalla nostra Roma e mandandolo a guadagnarsi da vivere arando la terra nel Darfur! E poi ci si lamenta della crisi delle vocazioni… Che prendano esempio i mafiosi porporati da quei sant’uomini dei missionari che non si limitano ad una squallida opera di conversione o catechesi dei popoli diseredati ma li aiutano, infondono loro speranza, insegnano loro CON L’ESEMPIO cosa è l’amore cristiano.

1075733858726.jpgIn questi momenti riecheggia ancora più forte il monito di allarme di Paolo VI che già il 29 giugno del 1972 assennatamente asserì «Attraverso qualche fessura il fumo di Satana è entrato nella Chiesa». Grazie a Dio però ai poveri sciocchi ed eticamente ciechi riuniti in piazza S. Pietro ad ascoltare le immorali ed anacronistiche farneticazioni del saccente Re del Vaticano, specchio del degrado morale di questa città, fanno da contraltare coloro che si sono riuniti in piazza S. Giovanni Bosco per l’estremo saluto a Welby, davanti a quel tempio sbarrato dalla Chiesa ad un suo figlio che ha sofferto tutta la vita. Costoro, curiosi a parte, rappresentano un piccola grande luce in questo medioevo in cui Roma sta ripiombando, per illuminare nuovamente la via della VERA cristianità.

Invito i cristiani – quelli veri, non PapaBoys, Ciellini e membri dell’Opus Dei, primi bestemmiatori di Dio – a immaginare Piergiorgio Welby in perfetta forma fisica appostato al cancello del Paradiso con S. Pietro, ad aspettare quel senza dio di Ratzinger e la sua cricca satanica, che impunemente si presenterà, come buona parte dei suoi predecessori, al cospetto del Creatore per reclamare un posto di comando nel Regno Celeste, ma verrà scalciato giù nell’ade dove merita di stare. Sia lode al Signore, che riesce a perdonare anche chi in Vaticano, usurpandone il nome, ne infangano la memoria denigrando i suoi insegnamenti.

Chiudo con un commosso fremito: grazie Roma, in un sussulto di quella dignità che sembrava irrimediabilmente compromessa, per questo meraviglioso esempio di civiltà, per aver fatto vedere che un nuovo rinascimento è possibile! Grazie per rivelare, nel Natale cristiano, che non tutto è perduto e che la tua vita possa rigermogliare dalle tue stesse ceneri!

4 Risposte to “Il 2006 si chiude con la morte, ma…”

  1. isabella said

    che dire, dopo aver visto soffrire così tanto la famiglia del mio fidanzato, in quanto Pasquale era suo cugino, credo che il perdono non esista, che volte non basti la fede a far comprendere il perchè di una vita giovane troncata per un motivo così futile. Penso alla sofferenza al vuoto alla rabbia al rancore ed all’odio questi gli unici sentimenti che posso provare per una persona che non sa il significato della parola VITA

  2. Leo said

    Cara Isabella, di fronte a tragedie di questo tipo l’unico pensiero che occorre e’ che l’animo umano possiede una componente di aggressivita’ e di violenza che secoli di presunta “civilta’” non sono riusciti a moderare in nessun modo. Non credo che avremo la fortuna, ne’ tu ne’ io di vivere in un mondo diverso, dove l’animo umano (o il nostro cervello, secondo come la vuoi vedere) sia riuscito finalmente ad affrancarsi da queste caratteristiche micidiali che stanno spingendo sempre di piu’ tutti verso una brutta, ma logica fine. Gli stimoli che arrivano da chi ha in mano le redini di questa societa’ basata sull’economia (nel senso peggiore del termine) non aiutano certo nessuno, anzi… vanno proprio nella direzione contraria.
    Coraggio,
    Leo

  3. […] altri comuni che si riversano su mercati fiorenti come gli aeroporti e delle auto con autista, con reazioni anche criminali da parte dei tassisti […]

  4. […] che come al solito la revoca era nata quasi casualmente, sull’onda dello sdegno per un omicidio compiuto al centro della città, fatto che perpetra l’atroce assioma tutto italico che in questo […]

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