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Fonetica e accentuazioni grafiche nel Romano (anche di Gioacchino Belli)

Posted by romacogitans su 3 dicembre 2006

Graficamente l’accento tonico romanesco di chiusura e apertura delle vocali viene riportato secondo gli accenti grafici italiani (quindi “è” si leggerà come “cioè” mentre “é” si pronuncia come in “perché”).

Adattando le apocopi (di cui il romanesco abbonda) rispetto allo standard italiano si permette la lettura del romanesco anche a chi non sia madrelingua. Ricordo che nel romanesco è prassi privare l’infinitivo delle ultime due lettere (“-re”) attraverso un troncamento, che nelle coniugazioni ove si rappresenti graficamente con un apostrofo, foneticamente suona come un accento grave (come capita con l’italiano “po’ “). Non va però dimenticato che il romanesco non ha solo 3 coniugazioni come l’italiano: “béve” e “piace’ ” in italiano appartengono alla seconda, mentre nel romanesco seguono coniugazioni e regole diverse.

Alcune precisazioni sono d’obbligo.

1) L’accento circonflesso “^” che si può trovare sopra le vocali “e”, “a”, “i” ed “o” ne allunga il suono e quindi “ê”, “â”, “î” e “ô” suoneranno come “ee”, “aa”, “ii” ed “oo”. In genere li utilizzo negli articoli, per assorbire la “l”. Spesso invece dell’articolo italiano “i” scrivo “î “: questo si spiega perché l’originale articolo romanesco sarebbe “li”. Per il resto “dê” è in italiano “delle”, “dâ” è “della”, ma anche “dalla”; poi “jâ” sta per “gliela”, “sô” (e “c’ô”) per “ce lo”, “cô” (“câ”) per “con lo” (“con la”), “quô” per “quello”, “nâ” per “non la”, “tê” per “te le”, “tô” per “te lo”, “nô” per “nello”, ecc.

2) Faccio notare (soprattutto agli analfabeti che hanno impostato il sistema di scrittura rapida dei cellulari, chiamato T9) che le parole “po’ ” e “pò” sono omofone, ma sono tra loro diverse: la prima è scritta ed ha lo stesso significato che si ha in italiano; “pò” invece è il romanesco per “può”.

3) Il verbo “sta” (terza persona singolare di stare) è diverso da ” ‘sta”, che significa “questa”.

Nota: questo mio abbondante uso di accenti (soprattutto di quello circonflesso) e di apostrofi è assolutamente una scelta personale, ma non sempre è riscontrabile nelle Fonti (soprattutto dei Maestri Belli e Trilussa), e quindi più che criticabile e migliorabile. Anzi, spesso devo dire che alcuni testi riportano i verbi troncati scritti con l’accento grafico grave sull’ultima vocale; inoltre sull’enciclopedia di wikipedia l’articolo determinativo è scritto con un apostrofo prima della vocale (‘a) piuttosto che con quello circonflesso (â): personalmente in quest’ultimo caso preferisco concentrarmi sul suono (che è lungo), mentre per i verbi prediligo la genesi della parola (visto che il risultato “sonoro” è lo stesso).

Qui di seguto accludo la nota fonetica scritta da Belli stesso

Belli

Infine mi sorge un dubbio: esiste (un progetto per creare) un correttore ortografico per la nostra Lingua? Mi riferisco a progetti per compilare correttori – sia per Linux che Win – in Romano (o romanesco, che dir si voglia) tipo Aspell del progetto GNU (per capirci http://aspell.net/)? Guardando su http://www.linux.it/tp/progetti_traduzione.html#rassegna non ho trovato nulla, e la cosa mi sembra grave… sarebbe necessario porvi rimedio quanto prima…

PS: su scene di vita tradizionale romana segnalo le incisioni di B. Pinelli

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