RomaCogitans

Un serbatoio di idee per chi ha a cuore le sorti di Roma

    Annunci
  • . . Cicciobellus Homo Providentiae . Scegli sindaco
  • Nota per Levi-Prodi-Gentiloni sul ddl del 3 agosto 2007

    Questo Blog non è un prodotto editoriale, ma un diario che permette di sfogare le frustrazioni di abitante di una città da terzo mondo e cittadino governato da malfattori e farabutti come voi. Questo Diario-Blog non ha niente di paragonabile a prodotti “di informazione, di formazione, di divulgazione, di intrattenimento”, ma è piuttosto una forma moderna per non finire attaccati ad una bottiglia di Whisky per dimenticare lo squallore romano e italiano in cui ci state gettando... Insomma, bamboccioni miei incollati sulle Poltrone, esprimere e scrivere le mie idee per me rappresenta una forma terapeutica che regolarizza il mio battito cardiaco e tiene sotto controllo la pressione, oltre alle palle che rallentano il loro vorticare… Chi mi vuole staccare la spina dovrà vedersela con la CEI e il Papa! ;)
  • Commenti recenti

    Perché NON si può vo… su Sette piani di convenienza, pe…
    Perché NON si può vo… su Con la bici non arrivi in uffi…
    Perché NON si può vo… su Promesse di ferro, ma Roma è r…
    Perché NON si può vo… su Ministeri, in arrivo il piano…
    Perché NON si può vo… su Il negazionismo rutelliano
  • RSS Articoli da Blogs a Roma

    • Si è verificato un errore; probabilmente il feed non è attivo. Riprovare più tardi.
  • Categorie

  • Archivi

  • Libro bianco sulla città di Roma

  • No alla festa del cinema!

  • Dove sono finiti i fondi della finanziaria 2007 per il Software Libero?

Fonetica e accentuazioni grafiche nel Romano (anche di Gioacchino Belli)

Posted by romacogitans su 3 dicembre 2006

Graficamente l’accento tonico romanesco di chiusura e apertura delle vocali viene riportato secondo gli accenti grafici italiani (quindi “è” si leggerà come “cioè” mentre “é” si pronuncia come in “perché”).

Adattando le apocopi (di cui il romanesco abbonda) rispetto allo standard italiano si permette la lettura del romanesco anche a chi non sia madrelingua. Ricordo che nel romanesco è prassi privare l’infinitivo delle ultime due lettere (“-re”) attraverso un troncamento, che nelle coniugazioni ove si rappresenti graficamente con un apostrofo, foneticamente suona come un accento grave (come capita con l’italiano “po’ “). Non va però dimenticato che il romanesco non ha solo 3 coniugazioni come l’italiano: “béve” e “piace’ ” in italiano appartengono alla seconda, mentre nel romanesco seguono coniugazioni e regole diverse.

Alcune precisazioni sono d’obbligo.

1) L’accento circonflesso “^” che si può trovare sopra le vocali “e”, “a”, “i” ed “o” ne allunga il suono e quindi “ê”, “â”, “î” e “ô” suoneranno come “ee”, “aa”, “ii” ed “oo”. In genere li utilizzo negli articoli, per assorbire la “l”. Spesso invece dell’articolo italiano “i” scrivo “î “: questo si spiega perché l’originale articolo romanesco sarebbe “li”. Per il resto “dê” è in italiano “delle”, “dâ” è “della”, ma anche “dalla”; poi “jâ” sta per “gliela”, “sô” (e “c’ô”) per “ce lo”, “cô” (“câ”) per “con lo” (“con la”), “quô” per “quello”, “nâ” per “non la”, “tê” per “te le”, “tô” per “te lo”, “nô” per “nello”, ecc.

2) Faccio notare (soprattutto agli analfabeti che hanno impostato il sistema di scrittura rapida dei cellulari, chiamato T9) che le parole “po’ ” e “pò” sono omofone, ma sono tra loro diverse: la prima è scritta ed ha lo stesso significato che si ha in italiano; “pò” invece è il romanesco per “può”.

3) Il verbo “sta” (terza persona singolare di stare) è diverso da ” ‘sta”, che significa “questa”.

Nota: questo mio abbondante uso di accenti (soprattutto di quello circonflesso) e di apostrofi è assolutamente una scelta personale, ma non sempre è riscontrabile nelle Fonti (soprattutto dei Maestri Belli e Trilussa), e quindi più che criticabile e migliorabile. Anzi, spesso devo dire che alcuni testi riportano i verbi troncati scritti con l’accento grafico grave sull’ultima vocale; inoltre sull’enciclopedia di wikipedia l’articolo determinativo è scritto con un apostrofo prima della vocale (‘a) piuttosto che con quello circonflesso (â): personalmente in quest’ultimo caso preferisco concentrarmi sul suono (che è lungo), mentre per i verbi prediligo la genesi della parola (visto che il risultato “sonoro” è lo stesso).

Qui di seguto accludo la nota fonetica scritta da Belli stesso

Belli

Infine mi sorge un dubbio: esiste (un progetto per creare) un correttore ortografico per la nostra Lingua? Mi riferisco a progetti per compilare correttori – sia per Linux che Win – in Romano (o romanesco, che dir si voglia) tipo Aspell del progetto GNU (per capirci http://aspell.net/)? Guardando su http://www.linux.it/tp/progetti_traduzione.html#rassegna non ho trovato nulla, e la cosa mi sembra grave… sarebbe necessario porvi rimedio quanto prima…

PS: su scene di vita tradizionale romana segnalo le incisioni di B. Pinelli

Annunci

Sorry, the comment form is closed at this time.

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: