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Il degrado di Roma è psicologico, sociale, culturale, morale

Posted by romacogitans su 20 novembre 2006

Prima d’essere tangibile ed osservabile, il degrado di Roma è psicologico, sociale, culturale, morale, e si reifica anche nelle cose più semplici, nelle relazioni umane più dirette.

Ad est dell’EUR c’è uno dei tanti quartieri dormitorio sorti negli anni 70, Fonte Meravigliosa, assurto alle cronache grazie a qualche coraggioso giornale in piena “emergenza” Giubileo (da 2000 anni si sapeva che sarebbe arrivato, altro che emergenza…) per l’avvenuta costruzione a ritmi coreani (14 ore al giorno) ed in zona vincolata dell’enorme hotel ArAn, una delle tante nefandezze fatte con le connivenze di Rutelli. La struttura nacque sotto le mentite spoglie di pensionato, per poi essere prontamente convertita dalla società edile in hotel a 4 stelle… ovviamente la società costruttrice della palazzinara Armellini Angela, della famigerata famiglia di speculatori edilizi romani, ha sede a Lussemburgo.

Malgrado questa ferita inferta al suo territorio, Fonte Meravigliosa rimane fedele al suo appellativo ed è zona di relativo prestigio, e forse per questo è da sempre abitata in buona parte da quella borghesia che negli anni ottanta era chiamata medio-alta, ma normalmente era ed è etichettata come “ripulita”, in quanto formata da persone sempre attente a ostentare non ricchezza, che non c’è, ma benessere. Per quanto ridicolo questo possa sembrare, uno dei mezzi per perseguire lo scopo dell’apparenza a tutti costi anche agli occhi degli altri condòmini, è fare ed imporre un utilizzo smodatamente folle (oltre che illegalmente elevato) del riscaldamento centralizzato, con temperature negli appartamenti che arrivano ai 25 gradi, mantenendo l’impianto in funzione anche quando il clima esterno arriva a 20 gradi (a novembre e ad aprile è un classico…).

Risulta evidente che la stupidità e l’arroganza di questi condòmini imbecilli che pretendono di girare in mutande per casa anche a gennaio può essere solo il frutto di una sottocultura urbana, orgiastica commistione tra ignoranza, egoismo e “piccineria”. Presentando il problema in assemblea condominiale, non solo per l’invivibilità degli ambienti, ma anche impostandolo nella prospettiva d’inutile spreco, sia economico sia per l’inquinamento ambientale, si corre solo il rischio di farsi etichettare come rompiscatole e attaccati-ai-soldi.

Il degrado di Roma comincia da costoro, gentucola che non riesce a vedere oltre il proprio misero tornaconto e la futile importanza di apparire benestanti, anche se è l’ambiente che ci rimette… mentre poi per sopravvivere in casa bisogna tenere porte e finestre spalancate anche in inverno, umiliando l’ambientalismo dei pochi davanti alla democratica maggioranza dei bifolchi… Capisco che si tratta di miserrime piccolezze, ma è dai particolari che si vede a che grado di inciviltà si è giunti a Roma, inciviltà in primis dei “romani” e non dei soliti “extracomunitari”. Non si è più di fronte allo “Homo homini lupus” dei nostri padri latini che lottavano per la sopravvivenza: qui siamo al degrado tanto per diletto!

Come poter far prevalere la legalità ed il buon senso quando c’è connivenza e lassismo anche nei casi più infimi? Al Qaeda e Bossi – per diverse motivazioni – concordano nel bombardamento della Capitale, ma i romani che atteggiamento e comportamento devono assumere per dimostrare che ci sono altre soluzioni? DIMOSTRARE, con buoni esempi.

Una Risposta to “Il degrado di Roma è psicologico, sociale, culturale, morale”

  1. Purtroppo hai pienamente ragione. Da parte mia aggiungo che sono molte le incurie e non riguardano solo giardini e marciapiedi.
    Anche il degrado architettonico è una triste realtà.
    Qualcosa su questo argomento la puoi leggere in un mio post al seguente link: http://innocentini.blogspot.com/2006/12/l-arte-violata-s-marcello-al-corso.html#links.
    Per altri argomenti ti rimando al mio sito internet http://www.innocentini.it.
    Ciao
    Stefano Innocentini

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